Aggiornamenti legislativi

  • DETRAZIONE VALIDA ANCHE SENZA COMUNICAZIONE

    ag-entrate
    19 aprile 2019

    Informiamo che l’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione n. 46/E del 18/04/2019, ha precisato che la mancata o tardiva trasmissione a Enea delle informazioni riguardanti gli interventi edilizi che consentono un risparmio energetico – obbligatoria per legge – non pregiudica l’ottenimento della detrazione fiscale del 50% del bonus casa.
    Scarica il Comunicato

  • LOMBARDIA: AGGIORNATI I CRITERI PER I CONTROLLI APE

    lombardia
    21 marzo 2019

    È stato pubblicato (sul BURL 15/03/2019, n. 11 il D. Dirig. Lombardia n. 3254/2019) l’ aggiornamento dei criteri approvati con decreto n. 53 dell’8 gennaio 2018 per l’accertamento delle infrazioni e l’irrogazione delle sanzioni, di cui all’art. 27 della legge regionale n. 24/2006 e s.m.i., conseguenti alla trasgressione delle disposizioni per la redazione degli attestati di prestazione energetica degli edifici, in attuazione della d.g.r. 5900 del 28 novembre 2016.
    Ad oggi risultano registrati sul catasto regionale lombardo 2.2 milioni di attestati (come da sito www.cened.it), con un ritmo di circa 200.000 attestati all’anno. La procedura di controllo prevede la verifica di almeno il 2% degli attestati depositati, ovvero circa 4.000 APE /anno.

    Per capire meglio le procedure di controllo, il ruolo degli ispettori e come redigere un APE in piena conformità, ANIT organizza un corso sul tema a Sondrio (il prossimo 11 aprile) rivolto a tutti i certificatori energetici lombardi interessati alla redazione dell’APE in conformità alle regole CENED e a tutti i professionisti interessati alle modalità di controllo dei certificati energetici e al regime sanzionatorio attualmente in vigore in Lombardia.
    Iscriviti al Corso ANIT

  • ENEA: DIAGNOSI ENERGETICHE

    Enea

    Il Dipartimento Efficienza Energetica dell’ENEA, in vista della scadenza d’obbligo del 5 dicembre 2019, ha messo in campo diverse attività con l’intento di supportare imprese e operatori nell’adempimento dell’articolo 8 del D.Lgs. 102/14.
  Tra le principali novità segnaliamo la riorganizzazione del sito www.efficienzaenergetica.enea.it per la sezione e i materiali dedicati all’obbligo di diagnosi energetica. In tale linea di attività sono stati aggiornati i file (fogli di calcolo) di riepilogo dei dati ed è stato pubblicato un format per agevolare la procedura di clusterizzazione.
    Una seconda linea d’intervento riguarda l’aggiornamento del portale di caricamento delle diagnosi, avviata a fine 2018 e di cui si prevede il completamento nel mese di giugno 2019. L’aggiornamento vuole adempiere ad una serie di obiettivi identificati come prioritari a seguito di valutazioni sul processo di acquisizione delle diagnosi avvenuto nel periodo 2015-2018, delle novità intercorse in questi ultimi anni e a valle dei confronti con le associazioni di settore.
    Il nuovo portale richiederà necessariamente una nuova registrazione. Pertanto per le diagnosi legate all’obbligo del 2019 si consiglia di non utilizzare l’attuale portale, comunque in funzione, ma di aspettare la messa on line del nuovo portale prevista entro giugno 2019. L’attuale portale resta invece operativo per le comunicazioni dei risparmi ai sensi dell’art. 7 comma 8 del D.Lgs. 102/14.
    Si segnala infine la pubblicazione delle modalità operative per adempiere all’obbligo di diagnosi in caso di presenza di sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001. A seguito dei chiarimenti MiSE del dicembre 2018, ENEA ha pubblicato la cosiddetta “matrice di sistema” mirata ad assicurare la congruenza dei contenuti del sistema di gestione all’allegato II del D.lgs. 102/14.

    Per info:  http://www.efficienzaenergetica.enea.it/per-le-imprese/diagnosi-energetiche

  • NOVITA’ DA ENEA: DETRAZIONI FISCALI

    Enea

    Sono online i due nuovi siti ENEA per la trasmissione dei dati degli interventi di risparmio energetico – con data di fine lavori nel 2019 –  che accedono alle detrazioni fiscali.
 Per entrambe le misure di incentivazione previste (Ristrutturazioni edilizie e Riqualificazione energetica), dalla pagina https://detrazionifiscali.enea.it è possibile consultare e scaricare i relativi documenti di riferimento: Elenco degli interventi; “Guida rapida”; “Vademecum”; FAQ e Guide dell’Agenzia delle Entrate.
    Il termine per la trasmissione dei dati all’ENEA, per entrambi i meccanismi di detrazione fiscale, è di 90 giorni dalla data di fine lavori. Per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra il  1° gennaio 2019 e l’11 marzo 2019, il termine di 90 giorni decorre dall’11 marzo, giorno di messa online del sito.

    Ricordiamo che ANIT ha sviluppato una Guida dedicata al tema delle detrazioni.

    Scarica l’indice della Guida ANIT

    Scarica la Guida ANIT

  • Come si valuta il comfort di un edificio?

    Comfort_ANIT
    18 marzo 2019

    Riuscire a prevedere in fase progettuale se un edificio sarà confortevole è un’operazione molto interessante. Tanto più se abbinata a un controllo delle strategie di ottimizzazione energetica, come il controllo degli apporti solari, dei carichi interni, delle dispersioni e dei fenomeni inerziali.
    Per rispondere alla nostra domanda oggi possiamo mettere a sistema due norme: la UNI EN ISO 52016 -1 (di cui abbiamo già parlato) per simulare il comportamento termico di un edificio e la norma UNI EN 15251 per verificare sulla base del modello adattivo se sono rispettate le condizioni di comfort oppure no.

    Facciamo il punto
    Proponiamo di seguito un breve articolo per mettere in fila i concetti di temperatura operante, simulazione dinamica e analisi di comfort.
    Per chi vuole cimentarsi con questi parametri segnaliamo che è possibile scaricare il software ICARO sviluppato da ANIT in versione gratuita per 30 giorni.

    La temperatura operante (operative temperature)
    Partiamo dalla definizione di temperatura operante data dalla norma UNI 10375:2011:
    “la temperatura operante rappresenta la temperatura uniforme di un ambiente nel quale un occupante scambierebbe per irraggiamento e convezione la stessa potenza termica scambiata nell’ambiente in esame termicamente non uniforme”.

    TemperaturaOperante

    Questa definizione introduce due concetti interessanti.
    Il primo riguarda il fatto che la temperatura operante è un parametro fittizio utile a semplificare la complessità della realtà (vd. figura). Si tratta infatti di un’invenzione matematica che sintetizza in un unico valore l’insieme degli scambi termici di un ambiente reale non uniforme.
    Il secondo concetto riguarda la centralità del soggetto occupante l’ambiente. Ovvero la definizione di temperatura operante è legata alle sensazioni termiche di un utente all’interno della zona considerata. È un parametro che ha a che fare con il benessere degli occupanti e di conseguenza può essere utilizzata per l’analisi del comfort adattivo.
    Il valore della temperatura operante si calcola per ogni ora come media del valore della temperatura dell’aria interna e della temperatura media radiante della stanza.

    L’analisi dinamica per studiare il comfort
    La temperatura operante dipende quindi dalla temperatura dall’aria interna e dalle temperature superficiali della zona termica, da cui si ricava la temperatura media radiante. Questi parametri possono essere calcolati in accordo con UNI EN ISO 52016-1 in regime dinamico con passo orario e in assenza di impianti.
    I dati necessari alla valutazione sono:

    • i dati climatici della località (temperatura dell’aria esterne, radiazione solare incidente);
    • le caratteristiche termofisiche e solari dei componenti dell’involucro edilizio (proprietà dei materiali, tipo di superfici trasparenti, presenza e tipo di schermature);
    • le caratteristiche geometriche dell’edificio (orientamento, dimensione, inclinazione delle strutture);
    • gli apporti energetici interni (occupanti, luci apparecchiature, ecc.);
    • le informazioni sulla ventilazione (gestione delle portate, temperatura dell’aria).

    Quindi la nuova norma UNI EN ISO 52016-1 può essere vista anche come un interessante strumento per studiare il comfort di una zona termica a partire dalla simulazione dell’andamento della temperatura operante ora per ora.

    Dalla temperatura operante al comfort adattivo
    Torniamo alla domanda di partenza: come si valuta il comfort termico di un edificio?
    Uno dei metodi più diffusi (e interessanti) si basa sul cosiddetto “modello del comfort adattivo” (adaptive comfort model) nato negli anni ’70 del secolo scorso e oggi codificato dalla norma UNI EN 15251:2008.
    Tale modello si basa sull’assunto (confermato da numerosi test) che le persone tendono ad adattarsi automaticamente a un ambiente non climatizzato se possono operare liberamente (o hanno la sensazione di poterlo fare) sul microclima della stanza e sulle proprie abitudini. In altri termini, un individuo posto in un ambiente qualsiasi senza impianto in periodi o in climi caldi, raggiunge più facilmente condizioni di benessere se può agire sui sistemi di controllo ambientale in grado di cambiare il microclima interno in relazione alle proprie sensazioni.
    Oggi questo modello è tornato attuale come strumento di previsione del comfort in edifici ad alte prestazioni e di controllo delle scelte progettuali legate al solo involucro edilizio.

    ComfortICARO

    La fascia del comfort
    A livello operativo il modello del comfort adattivo si basa su due formule: una per definire la “temperatura di comfort” e la seconda per definire la “fascia di comfort”.
    Si tratta di due algoritmi molto semplici che combinano insieme:

    • la temperatura operante di una stanza non climatizzata,
    • le condizioni climatiche medie esterne,
    • la sensazione di accettabilità da parte degli utilizzatori della stanza.

    La rappresentazione grafica più diffusa di un’analisi di comfort adattivo prevede la sovrapposizione delle temperature operanti simulate in regime dinamico orario alla fascia di comfort definita secondo UNI EN 15251:2008, come mostrato di seguito sviluppato con ICARO.
    Tutti i punti all’interno della fascia rappresentano ore di comfort, quelli all’esterno della fascia ore troppo calde o troppo fredde per gli utenti.

    Dalla teoria alla pratica: il software ICARO
    Per chi vuole cimentarsi con queste analisi segnaliamo il nuovo software ICARO sviluppato da ANIT. Si tratta di un software con motore di calcolo dinamico orario basato sulla norma UNI EN ISO 52016-1 con cui calcolare:

    • i fabbisogni orari per riscaldamento e raffrescamento: profili orari e valori aggregati mensili
    • i dati sull’utilizzo della potenza degli impianti: studio della firma energetica e della frequenza d’uso delle potenze disponibili
    • il comfort adattivo: % di accettabilità e scostamento delle condizioni ideali secondo UNI EN 15251.

    Per chi usa i software ANIT è possibile importare in ICARO progetti già realizzati con LETO (analizzati con le UNI/TS 11300) e caricare abachi di elementi opachi, trasparenti e ponti termici creati con PAN, APOLLO e IRIS.

    ICARO

    Per approfondire

  • Acustica edilizia: Limiti di legge e comfort abitativo

    casa-acustica-anit
    26 febbraio 2019

    Basta rispettare le prescrizioni di legge per ottenere comfort acustico abitativo?

    Proponiamo alcune semplici considerazioni su questo tema.
    I Soci possono approfondire l’argomento con le GUIDE ANIT DI ACUSTICA, recentemente aggiornate e ripubblicate. Il tema verrà inoltre trattato “dal vivo” anche ai CONVEGNI ANIT 2019, in programma a partire da metà marzo.

    Guida acustica - copertina    Acustica e ristrutturazioni - Copertina

    Facciamo il punto
    Il documento legislativo che definisce a livello nazionale i limiti da rispettare per i requisiti acustici passivi degli edifici è il ben noto DPCM 5-12-1997. Un decreto entrato in vigore 21 anni fa (il 20 febbraio 1998!) che specifica le prescrizioni per isolamento ai rumori aerei, facciate, calpestio e impianti.

    In questa sede non approfondiremo i contenuti del DPCM. Chi ancora non lo conosce può fare riferimento ai link al termine dell’articolo. Vogliamo invece proporre alcune considerazioni in merito a una domanda che spesso viene posta da chi opera nel mondo dell’edilizia. Se rispetto i limiti del Decreto ottengo comfort acustico? O serve qualcosa di più?

    Da cosa dipende il comfort acustico?
    Quando si parla di “Comfort acustico abitativo” generalmente ci si concentra sulla necessità di non essere disturbati dai rumori che provengono dall’esterno e da altre unità immobiliari. Ma la percezione del disturbo dipende da molti aspetti, alcuni del tutto soggettivi.

    In questo articolo evidenziamo soltanto che la sensazione di comfort dipende in modo significativo dal livello sonoro della sorgente disturbante e dal livello presente nell’ambiente disturbato (a sorgente spenta). Semplificando molto: una sorgente di rumore non viene percepita se nell’ambiente ricevente c’è un livello di pressione sonora piuttosto elevato. Si pensi ad esempio a un ufficio piuttosto rumoroso nel quale, a finestre chiuse, non si percepisce il rumore del traffico stradale. Oppure, al contrario, una sorgente poco disturbante può essere chiaramente udita in un ambiente con un basso livello di rumore, come una camera da letto molto silenziosa in periodo notturno.

    Il DPCM 5-12-1997 prende in considerazione questi aspetti? La risposta è no.

    I limiti del Decreto sono indipendenti dai livelli sonori sopra citati. La prestazione di isolamento ai rumori aerei (R’w) riguarda il solo sistema costruttivo. L’isolamento di facciata (D2m,nT,w) non considera il livello di rumore esterno. Il livello di calpestio (L’nw) si misura azionando una sorgente standardizzata e i limiti sugli impianti (LASmax e LAeq) non considerano il livello di rumore esistente nell’ambiente ricevente.

    Pertanto in alcune situazioni i valori limite potranno essere considerati adeguati. In altre risulteranno necessariamente insufficienti.

    Siamo solo “recettori sensibili” o anche “sorgenti di rumore”?

    Bboy doing some stunts - Street artist breakdancing outdoors

    Oltre alla necessità di isolarsi rispetto ai rumori estranei all’unità immobiliare, a nostro avviso è altrettanto importante considerare anche un altro aspetto. Una abitazione acusticamente confortevole deve dare la possibilità a chi la abita di poter fare “un po’ di rumore” senza il timore di disturbare i vicini di casa.

    Non sempre infatti una casa isolata dai rumori altrui non genera disturbo verso le altre U.I. Si pensi ad esempio ad un appartamento all’ultimo piano, perfettamente isolato rispetto ai rumori aerei. Gli utilizzatori non sentono i vicini al piano di sotto, ma li possono disturbare con rumori da calpestio e scarico del WC.

    Il DPCM 5-12-1997 prende in considerazione questo aspetto? In questo caso la risposta è sì.

    Tutte le unità immobiliari che compongono un edificio di nuova costruzione devono rispettare i limiti del Decreto, e quindi devono essere considerate sia come ambienti “riceventi” che “emittenti”.

    Raccomandiamo quindi particolare attenzione quando si affronta la ristrutturazione di un singolo appartamento. A volte viene sottovalutato il tema dell’acustica e il possibile disturbo generato verso i vicini di casa. Ricordiamo però che varie circolari ministeriali, leggi regionali e regolamenti edilizi dei comuni, indicano chiaramente che è obbligatorio rispettare il DPCM 5-12-1997 in caso di ristrutturazione. Due esempi molto semplici da non trascurare: se con l’intervento si introduce una nuova sorgente di rumore (ad esempio un nuovo WC) e non ci si preoccupa di isolarla, oppure per errore si peggiora la prestazione di isolamento al calpestio del solaio, la lite tra vicini è praticamente assicurata. E se dovesse nascere una causa in tribunale il coinvolgimento del professionista che ha seguito i lavori verrà di conseguenza.

     Rumori interni agli ambienti abitativi

    Heating Radiator
    Il “comfort acustico abitativo” è anche legato ai rumori prodotti all’interno degli ambienti abitativi. Ad esempio in una camera da letto non si può trascurare il disturbo generato da impianti regolati o progettati male, quali l’impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC) o una valvola termostatica che “fischia” sul termosifone.

    Su questo aspetto però il DPCM di fatto non prescrive limitazioni. Il Decreto infatti specifica che le misure devono essere eseguite in un “ambiente diverso da quello in cui il rumore si origina”.

    Correlazione dei requisiti

    acquario2Un’ultima considerazione. Per ottenere un adeguato comfort acustico molto spesso occorre analizzare contemporaneamente più requisiti. Ad esempio un intervento di isolamento acustico di facciata comporta un abbassamento del livello di rumore nell’abitazione e, di conseguenza, può far “emergere” rumori generati dai vicini di casa che prima non si percepivano.

    Conclusioni
    Quindi le prescrizioni del DPCM 5-12-1997 determinano comfort acustico abitativo? Sulla base delle considerazioni appena esposte risulta difficile rispondere in modo univoco alla domanda. Di certo però si può evidenziare che, in molti casi, i committenti hanno l’esigenza di raggiungere prestazioni di isolamento sensibilmente maggiori rispetto ai limiti di legge. Sia per non essere disturbati, che per non disturbare i vicini di casa.

    Per evitare possibili contenziosi si raccomanda quindi di verificare sempre quali sono le richieste di isolamento ai rumori del cliente, e se è stato indicato qualcosa a capitolato. Inoltre è sempre necessario controllare se vi sono ulteriori obblighi legislativi in aggiunta al DPCM (ad es. leggi regionali, regolamenti edilizi, Decreto CAM, ecc.). Le GUIDE ANIT DI ACUSTICA sono un utile strumento per approfondire le prescrizioni in vigore e l’entità dei limiti di legge.

    L’obiettivo di isolamento, definito tra le parti, potrà essere raggiunto realizzando un progetto acustico preliminare, controllando la corretta posa di materiali e sistemi costruttivi e verificando i risultati con misure in opera al termine dei lavori.

    Per chi vuole approfondire
    Strumenti e iniziative utili per approfondire i temi trattati nell’articolo sono:

  • COMUNICAZIONI ENEA PER LE RISTRUTTURAZIONI

    Enea
    19 febbraio 2019

    E’ stato prorogato al 21 febbraio il termine per le prime comunicazioni ENEA sugli interventi di ristrutturazione. A causa dell’interruzione del servizio del sito per l’invio della documentazione relativa alle detrazioni del 50% (bonus casa) ENEA avvisa gli utenti che la scadenza per l’invio della documentazione per gli interventi con fine lavori antecedente al 21/11/2018 è prorogata al 21 febbraio 2019.
    Vai al sito ENEA

  • AGENZIA DELLE ENTRATE: NUOVE GUIDE DISPONIBILI

    ag-entrate

    Dallo scorso 12 febbraio sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono online le guide aggiornate sui bonus per le ristrutturazioni edilizie, il risparmio energetico e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Di seguito i link per il download delle singole Guide:

    Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali

    Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

    Bonus mobili ed elettrodomestici

  • NUOVO TERMINE PER L’ISCRIZIONE NELL’ELENCO NAZIONALE DEI TCA

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    La Legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2018) all’art. 1, comma 1143 riporta una proroga dei termini indicati all’articolo 21, comma 5, del decreto legislativo 17 febbraio 2017, n. 42.
    Chi negli anni passati ha ottenuto la qualifica di Tecnico Competente in Acustica e risultava iscritto in un elenco regionale, ora ha tempo fino al 19 ottobre 2019 per presentare domanda di iscrizione nel nuovo elenco nazionale (ENTECA). Il termine precedente era 19 aprile 2018.
    Ricordiamo che chi non farà domanda di trasferimento entro il nuovo termine perderà la qualifica di TCA.

    Guida ANIT “TCA Facciamo chiarezza”
    Link Gazzetta Ufficiale

  • PUBBLICAZIONE UNI/TS 11300-2:2019

    copertina-UNITS-ANIT

    Segnaliamo che lo scorso 7 febbraio 2019 è stata pubblicata la UNI/TS 11300-2:2019 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale, per la produzione di acqua calda sanitaria, per la ventilazione e per l’illuminazione in edifici non residenziali” che sostituisce la versione del 2014.
    Le principali modifiche rispetto alla precedente versione sono:
    – adeguamento a carattere editoriale alla premessa e all’introduzione raccordandole alle UNI/TS 11300 pubblicate nel 2016;
    – conversione a testo “normativo” di una nota “informativa” sui sistemi di regolazione;
    – aggiunta di un’appendice sul calcolo dei fabbisogni energetici di acqua calda sanitaria in presenza di recuperatori di calore dai reflui delle docce;
    – eliminazione dell’appendice E (Calcolo della prestazione energetica di edifici non dotati di impianto di climatizzazione invernale e/o di produzione di acqua calda sanitaria) poiché superata dalle indicazioni dei Decreti Ministeriali del 26 giugno 2015.
    Le software house hanno 90 giorni di tempo per riportare tali modifiche nei propri strumenti informatici, il CTI ritiene di dover richiedere una nuova procedura di verifica dei software commerciali.
    Per acquistare la Norma

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