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  • Materiali isolanti: cosa un professionista deve sapere

    Creative idea in light bulb shape as inspiration concept
    15 ottobre 2018

    Negli ultimi mesi si sono avute numerose novità nell’ambito delle normative riguardanti materiali e sistemi isolanti.

    E’ fondamentale per il lavoro di un professionista conoscere questi temi, trattati in dispositivi di legge e norme tecniche, soprattutto perché essi comportano l’introduzione di nuove competenze e responsabilità di cui occorre essere consapevoli.
    Di seguito proponiamo una sintesi degli aspetti che i professionisti devono conoscere. Gli argomenti verranno approfonditi nella sessione “Sostenibilità e materiali” del 5° Congresso Nazionale ANIT, che si svolgerà a Milano il prossimo 29 novembre.

    Il decreto CAM
    Il tema della sostenibilità è al centro del decreto CAM – Criteri Ambientali Minimi (DM 11 ottobre 2017). Il decreto contiene le prescrizioni di carattere ambientale da applicare negli appalti pubblici, che comprendono sia le caratteristiche che devono avere i materiali sia richieste sulla prestazione finale degli edifici. IL DLgs n. 50/2016 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione sugli appalti pubblici, in particolare l’articolo 34, stabilisce l’introduzione obbligatoria dei criteri ambientali minimi nei documenti progettuali e di gara per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici.
    Le prescrizioni specifiche sui materiali riguardano il contenuto di materia riciclata e l’emissione di sostanze pericolose. Vengono prescritti limiti quantitativi per ciascuno dei due argomenti e le modalità per dimostrare il rispetto dei requisiti. Il progettista deve attestare e quantificare la presenza e la quantità in peso di materiali contenenti materia riciclata e deve quindi conoscere le modalità attraverso la quale questa caratteristica può essere dimostrata, che possono essere di diverso tipo. Anche sull’assenza di sostanze tossiche o potenzialmente pericolose è necessario disporre di specifiche attestazioni. Queste richieste vengono espresse per tutti i materiali da costruzione coinvolti nell’intervento. Inoltre, per i materiali isolanti termici ed acustici sono presenti richieste specifiche aggiuntive.

    Il DLgs 106/2017
    Un altro dispositivo di legge che ha visto la luce nell’ultimo anno è il Dlgs 106/2017 che recepisce il Regolamento 305/2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione. Questo decreto contiene essenzialmente tre tipologie di prescrizioni:
    – Le regole per la commercializzazione dei materiali e la compilazione dalla Dichiarazione di Prestazione, riprese dal Regolamento 305/11
    – Le regole per il riconoscimento e l’accreditamento degli organismi notificati, quegli enti che intervengono nella procedura di marcatura CE dei materiali per attestarne le prestazioni attraverso prove o la costanza delle stesse attraverso controlli in fabbrica.
    – Le sanzioni previste per il non rispetto di quanto prescritto dal Regolamento 305/11 in merito alla corretta commercializzazione dei prodotti

    Soprattutto quest’ultima parte introduce nuove e più severe responsabilità per tutti gli attori del mercato (produttori, importatori, distributori, progettisti). Sono infatti previste sanzioni anche molto severe per vari tipi di violazioni legate alla corretta informazione sulle caratteristiche del prodotto e sulla messa a disposizione dei documenti che le attestino.

    UNI TR 11715 e UNI 11716
    Un’ultima novità, che può rappresentare un utilissimo riferimento per tutto il settore dei sistemi isolanti e per i progettisti che scelgono di impiegarli, sono le norme UNI TR 11715 e UNI 11716. La prima contiene le regole per la corretta messa in opera dei sistemi di isolamento a cappotto. E’ una norma molto corposa, che comprende anche disegni di alcuni dettagli e prende in considerazione tutte le fasi della lavorazione, dalla preparazione del supporto alla finitura. La seconda norma invece riguarda le caratteristiche e le competenze che dovrebbero possedere le maestranze che posano il sistema a cappotto. Per la prima volta queste competenze vengono codificate, costituendo un riferimento, sia pur volontario, univoco. Entrambe le norme vanno nella direzione di tutelare la qualità delle realizzazioni di questo sistema molto diffuso ed utilizzato, attraverso la messa a disposizione di documenti tecnici di riferimento oggettivi.

    Di tutti questi argomenti si parlerà diffusamente al Congresso ANIT, dove ci sarà un confronto con esperti del settore sulle varie tematiche. E’ importante non perdere questa importantissima occasione di aggiornamento.

    Per approfondire questi temi
    La nostra Associazione offre diverse occasioni d’approfondimento sul tema trattato nell’articolo. In particolare segnaliamo:

  • Il bilancio energetico estivo di un edificio

    Bilancio_estivo_ANIT_news
    26 settembre 2018

    Chi si occupa di analisi energetica sa che per calcolare il fabbisogno di un edificio è necessario valutare il comportamento del cosiddetto sistema edificio-impianto. Questo vale in particolare per i servizi energetici di riscaldamento e raffrescamento per i quali si calcola prima un fabbisogno ideale di energia termica con un bilancio sull’involucro (l’edificio) e  poi il fabbisogno di energia primaria legato ai rendimenti dei sottosistemi impiantistici (l’impianto).

    Di seguito proponiamo un breve articolo per fare il punto sul calcolo del bilancio energetico estivo di un edificio.
    Per tutti gli interessati segnaliamo che si parlerà di questo tema in modo approfondito al Congresso ANIT il 29 novembre nella sessione “PROGETTAZIONE ESTIVA: DAL MODELLO STAZIONARIO AL MODELLO DINAMICO”

    L’approccio semi-stazionario medio mensile
    Per quanto riguarda il primo aspetto, ovvero il bilancio sull’involucro, siamo abituati a ragionare in termini “semi-stazionari medi mensili”.
    Questo significa che: 1) costruiamo il bilancio dei flussi energetici che attraversano l’involucro utilizzando un singolo valore mensile per ogni voce di dispersione e apporto gratuito, e 2) risolviamo il bilancio mese per mese senza considerare l’eco che i vari fenomeni potrebbero avere oltre i 30 giorni.

    Questo approccio, in uso ormai da diversi decenni e confermato dalle UNI/TS 11300 dal 2008 in poi, ha due grossi vantaggi e un grosso difetto. Il primo vantaggio è la semplicità: con un po’ di pazienza e una calcolatrice si può studiare (e capire) il bilancio energetico di qualunque edificio, dall’appartamento di 50 m2 al complesso polifunzionale di 2000 m2. Il secondo vantaggio è l’affidabilità dei risultati per il servizio di riscaldamento: sebbene l’analisi media mensile rappresenti una semplificazione della realtà, i risultati che si ottengono su questo servizio sono confrontabili con i valori reali. E visto che il riscaldamento è il servizio più importante, l’approccio mensile ha favorito il riscontro tra strategie energetiche e predizione dei consumi.
    Il grande difetto invece riguarda l’analisi del servizio di raffrescamento: l’approccio mensile porta a risultati che non hanno nulla a che vedere con la situazione reale, e in alcuni casi suggerisce l’adozione di misure di progettazione estiva che vanno nella direzione opposta rispetto a quelle realmente efficaci.

    Un esempio di calcolo
    Per capire meglio questo passaggio analizziamo l’esempio proposto nell’immagine sottostante.
    I due recipienti rappresentano un edificio attraversato da flussi energetici in condizioni di riscaldamento H (a sinistra) e di raffrescamento C (a destra). Secondo le norme UNI/TS 11300 in entrambi i casi il bilancio dell’involucro si risolve impostando una temperatura interna ideale, nell’immagine 20°C e 26°C, e analizzando le 4 grandezze coinvolte nel bilancio: gli apporti solari Qsol e gli apporti interni Qint in ingresso e le dispersioni per trasmissione Qtr e per ventilazione Qve in uscita.

    Bilancio_estivo_ANIT
    Applicando lo schema di sinistra a un mese freddo, ad esempio gennaio, è facile immaginare il prevalere delle dispersioni sugli apporti e quindi una perdita di energia nel contenitore. Questa perdita rappresenterebbe esattamente la quantità di energia richiesta dall’involucro (definita come QH,nd) da integrare nel recipiente per riportare il livello energetico al punto di partenza, ovvero 20°C, per l’analisi del mese successivo.
    Per il servizio di riscaldamento lo schema di sinistra spiega bene la realtà e suggerisce di bilanciare perdite e apporti grazie soprattutto all’isolamento dell’involucro per ridurre le dispersioni e all’ottimizzazione delle superfici trasparenti e delle schermature per sfruttare gli apporti solari nei mesi invernali.

    Gli errori del bilancio estivo medio mensile
    Per un mese caldo, ad esempio luglio, invece lo schema di destra non funziona
    e il valore di QH,nd calcolato è lontano dalla realtà.
    Il metodo non è in grado infatti di considerare fenomeni reali importanti come gli effetti inerziali giornalieri delle strutture dell’edificio o l’incidenza dell’inclinazione solare oraria per il calcolo degli apporti solari. Ma soprattutto il difetto più grande è quello di considerare un unico valore di temperatura esterna per l’intero mese anziché la reale oscillazione ora per ora delle temperature.
    Ne consegue che se nella località considerata la temperatura media esterna suggerita dalle norme è inferiore a 26°C (come  ad esempio a Milano 24,5°C, Bologna 24.8°C e Napoli 25.4°C), i flussi di Qtr e Qve vengono considerati costantemente in uscita, ovvero risultano essere una fonte continua di dispersione energetica per tutti i 30 giorni del mese considerato. E assecondando questo approccio sembrerebbe utile indebolire l’isolamento delle strutture per evitare il rischio di surriscaldamento.

    Nei nostri climi è invece importante agire in modo contrario, ovvero proteggere l’edificio dalle sollecitazioni climatiche esterne per evitare l’ingresso di energia. Infatti una corretta strategia di progettazione estiva prevede l’isolamento dell’involucro, lo studio puntuale delle schermature solari, l’analisi dei tempi di risposta inerziale dell’intero edificio e lo sfruttamento della ventilazione naturale per favorire il comfort.

    L’approccio dinamico orario
    I problemi sopra descritti sono risolvibili passando a un modello di calcolo dinamico orario.
    L’idea infatti è che con un passo temporale ridotto all’ora (e non più al mese) e un modello in grado di considerare la ripercussione dei fenomeni nel tempo (e non più stazionario) possiamo avvicinare la nostra analisi al reale comportamento dell’edificio sia nei periodi freddi che caldi.
    Queste considerazioni sono alla base dell’attuale sviluppo normativo che porterà alla sostituzione delle UNI/TS 11300 a favore di un nuovo modello dinamico orario grazie alla norma UNI EN ISO 52016 “Prestazione energetica degli edifici – Fabbisogni energetici per riscaldamento e raffrescamento, temperature interne e carichi termici sensibili e latenti”.
    Questo cambiamento normativo è previsto nell’arco dei prossimi due anni e sarà accompagnato dalla diffusione di strumenti di calcolo avanzati tra tutti i progettisti. Crediamo quindi sia importante iniziare ad aggiornarsi su questi temi per arrivare preparati all’appuntamento con il nuovo metodo di calcolo dinamico orario – di seguito alcuni suggerimenti.

    Per approfondire questi temi
    La nostra Associazione offre diverse occasioni d’approfondimento sul tema dell’analisi energetica degli edifici, in particolare segnaliamo:

  • I prossimi corsi attivati: prenota il tuo posto

    Registrati_ANIT_News
    25 settembre 2018

    Corsi attivati:

    Altri corsi in calendario:
    Abbiamo messo in programma più di 40 corsi tra ottobre e dicembre.
    I corsi sono previsti ad Aosta, Lecco, Novara, Treviso, Udine, Perugia , Civitanova Marche… e molte altre località.

    Guarda l’elenco completo dei corsi

  • Il rumore degli scarichi – Nuovo Manuale ANIT

    MANUALE SCARICHI
    21 settembre 2018

    ANIT pubblica un nuovo Manuale che analizza il rumore provocato dagli scarichi dei bagni.

    Il documento descrive la legislazione in vigore, le indicazioni per ottenere un adeguato comfort acustico e le soluzioni che permettono di ridurre il disturbo.

    Nell’ultimo capitolo un caso studio analizza il rumore generato dalle cassette WC durante la fase di ricarica.

    “SCARICA” IL MANUALE

     

  • Si riparte! Pubblicato il calendario dei nuovi corsi

    ANIT_riparte_news
    07 settembre 2018

    Abbiamo pubblicato il calendario dei prossimi corsi da settembre 2018 a febbraio 2019. Puoi guardare tutte le novità cliccando su questa pagina.
    Segnaliamo che il calendario è in costante aggiornamento e sarà ulteriormente integrato con nuove iniziative in altre province.

    Quali sono i corsi in programma?
    L’elenco dei corsi è disponibile in ordine cronologico sul sito, ma puoi anche cercare l’iniziativa di tuo interesse selezionando:

    • il filtro degli argomenti,
    • il filtro della provincia,
    • una parola chiave (ad es. “Legge 10”).

    Filtri_corsoANIT

    Sul sito trovo tutti i dettagli?
    Sì, abbiamo pubblicato tutti i dettagli. Infatti per aiutarti nella scelta, ogni corso è dotato di una scheda completa che riporta tutte le informazioni su:

    • organizzazione (data, sede, durata),
    • crediti formativi previsti (CFP),
    • contenuti e i relatori del corso (locandina in formato.pdf),
    • quota di partecipazione standard e scontata.

    Come funziona la registrazione?
    Puoi prenotare la partecipazione cliccando sul bottone “REGISTRATI” dalla scheda del corso. In questo modo consenti alla nostra segreteria di monitorare il numero di interessati e decidere sull’attivazione del corso. La registrazione è gratuita e non vincolante.

    Contattaci: per ulteriori informazioni puoi scrivere a corsi@anit.it

    GUARDA IL CALENDARIO DEI CORSI

  • Congresso ANIT: Sessione acustica edilizia #2

    29-nov
    06 settembre 2018

    ACUSTICA EDILIZIA. ANALISI PREVISIONALI E DATI DI INGRESSO NEI MODELLI DI CALCOLO
    Sala 3, dalle 15.30 alle 17
    Modera: Ing. Stefano Benedetti, Esperto ANIT

    La sessione del pomeriggio è dedicata alle analisi previsionali che permettono al professionista di valutare i requisiti acustici passivi a partire dalla prestazione dei sistemi previsti nel progetto. Negli anni questi metodi hanno subito un’evoluzione e ne subiranno ancora nei prossimi. Ne parlerà il Dott. Fabio Scamoni, Presidente della Sottocommissione UNI acustica edilizia.
    La recente pubblicazione delle UNI EN ISO 12354, revisione delle UNI EN 12354, prevede in Italia l’aggiornamento del “nostro” UNI TR 11175 che recepirà il metodo semplificato delle norme internazionali e si occuperà delle future banche dati per i requisiti acustici passivi delle diverse soluzioni tecnologiche in circolazione. Della prima parte della norma, riguardante i calcoli previsionali, ne parlerà Il prof. Luca Barbaresi dell’università di Bologna, che ha seguito da vicino i lavori in sede europea, mentre la seconda parte, riguardante le banche dati, verrà esposta dall’Ing. Matteo Borghi, esperto ANIT di Acustica Edilizia, che ne coordina la stesura.

    Interventi:

    ore 15.30 – Evoluzione dei metodi di valutazione dei requisiti acustici passivi

    ore 16.00 – La nuova Parte 1 di UNI TR 11175. Modelli di calcolo e dati di ingresso

    ore 16.30 – La nuova impostazione di UNI TR 11175 – Parte 2. Nuove banche dati per i requisiti acustici passivi

    Iscrizioni

  • neo-Eubios 64 è on-line

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    31 luglio 2018

    Il numero 64 della rivista scientifica neo-Eubios è da oggi on-line, sfogliabile gratuitamente a questo link.
    In questo numero parliamo di giusto equilibrio tra esigenze invernali ed estive per il comfort degli edifici, di “fluoresceina sodica” per ricercare le infiltrazioni d’acqua nelle strutture, efficienza energetica, materiali di rivestimento innovativi e opportunità negli interventi di riqualificazione. Inoltre, grazie alla collaborazione con referenti di Regione Lombardia, abbiamo approfondito l’accordo di programma quadro Malpensa, come buon esempio di azione pubblica, in due articoli tecnici. Infine, nell’Editoriale, parliamo di nudge e di un bel libro che può risultare un’utile lettura estiva. neo-Eubios è scaricabile in formato .pdf da tutti i Soci ANIT che lo ricevono anche a casa in formato cartaceo.
    Scopri come iscriversi ad ANIT.

  • Passato, presente e futuro dei requisiti acustici

    Silhouette illustration of a man jumps from past to future

    È strano pensare che il DPCM 5-12-1997, decreto sui requisiti acustici degli edifici che sarà tra i temi del prossimo CONGRESSO ANIT , ha ormai più di vent’anni!

    Sembra che la normativa di acustica edilizia si è fermata agli anni ’90, anche se il nostro “ambiente acustico quotidiano” si è radicalmente modificato e sono passati 4 Presidenti della Repubblica e 11 Presidenti del Consiglio.

    In realtà non è proprio così. Sono successe un bel po’ di cose.

    In due decenni sono stati pubblicati almeno 8 documenti ministeriali di chiarimento sul Decreto, 9 Regioni hanno definito nella propria legislazione come si applicano i requisiti del DPCM e molti regolamenti edilizi comunali hanno introdotto il tema dell’acustica edilizia.

    Inoltre c’è stata una importante evoluzione per la normativa tecnica di riferimento. Sono state più volte aggiornate le norme UNI per misure in opera e calcoli previsionali, sono stati pubblicati nuovi documenti per la “corretta posa acustica” dei sistemi costruttivi e, a luglio 2010, la UNI 11367 ha introdotto anche nel nostro Paese il tema della Classificazione acustica delle unità immobiliari, richiamata negli appalti pubblici dal recente “Decreto CAM” sui Criteri ambientali minimi.

    Cosa succederà nel prossimo futuro?
    Non è dato sapere se verrà proposto un nuovo decreto sull’acustica edilizia. Gli ultimi due tentativi del 2010 e 2016 non sono andati a buon fine. Al momento però risultano in revisione molte norme: la UNI TR 11175 per i calcoli previsionali, la UNI 11532 sulle caratteristiche acustiche interne degli ambienti confinati, le norme che trattano l’incertezza di misura. Infine, visto che molto probabilmente verrà pubblicata una nuova norma internazionale sulla classificazione acustica, è in previsione l’aggiornamento della UNI 11367.

    A breve ci saranno quindi un bel po’ di novità da analizzare. Per questo stiamo organizzando una specifica sessione sul tema dell’acustica edilizia al prossimo CONGRESSO ANIT in programma il prossimo 29 novembre a Milano.

    Di seguito alcuni link per approfondire i temi dell’articolo.


    PER APPROFONDIRE:

    Prenota il tuo posto al CONGRESSO ANIT

    Consulta il DPCM 5-12-1997 e tutte le circolari di chiarimento

    Scarica la GUIDA ANIT su CAM e ACUSTICA

  • LA PAROLA ALL’ESPERTO: FOCUS ANIT SUI CAM

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    16 luglio 2018

    PAROLA all'esperto 2018-3

    Si è tenuto lo scorso 9 luglio un nuovo incontro “La parola all’esperto” dedicato alle Aziende ANIT, sul tema dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) con la partecipazione del Dott. Saporetti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,  Direzione Clima ed Energia – Divisione II, Clima e Certificazione ambientale.
    L’evento è stato organizzato per aiutare nella comprensione di alcune criticità di applicazione dei criteri da parte delle Aziende del settore. Si è parlato del piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione (PANGPP), sono state poi presentate le questioni generali di applicazione dei CAM e approfonditi i temi più critici legati a materiali e sistemi per l’efficienza energetica e l’acustica in edilizia.
    All’incontro hanno partecipato 56 referenti tecnici, rappresentanti delle Aziende associate ANIT: ARMACELL, BAMPI, BIOISOTHERM, BOERO, BRIANZA PLASTICA, BRIANZA PLASTICA, CELENIT, CLIMACELL, CROMOLOGY, DAW, EDILTEC, EDILTECO, ELLE ESSE, FERMACELL, FIBRAN, FIVRA, FORTLAN, GERFLOR, ISOLMANT, ISOTEX, IVAS, KERAKOLL, KNAUF, KNAUF INSULATION, MAPEI, NATURALIA, BAU, PPG, PRIMATE, ROCKWOOL, ROEFIX, ROTHOBLAAS, SAINT GOBAIN, SAN MARCO, SINIAT, SOPREMA, STIFERITE e YTONG.
    Siamo molto soddisfatti della grande partecipazione all’incontro da parte delle nostre Aziende associate, che rileva il grande interesse per il tema e la concreta volontà di aggiornarsi e formarsi tecnicamente per rispondere ai requisiti di sostenibilità con i più alti standard qualitativi “. Così commenta Valeria Erba, Presidente ANIT dal 2009, presente all’incontro insieme al Direttore tecnico, Rossella Esposti e agli esperti ANIT Matteo Borghi e Giorgio Galbusera.
    Entro la fine del 2018 sono previsti altri due appuntamenti “La parola all’esperto” sui temi “ETICS, la marcatura CE del sistema a cappotto” e “Il comportamento estivo degli immobili” dove si parlerà dei parametri di riferimento di materiali e sistemi, analisi in regime dinamico e nuove norme di riferimento.

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  • Cosa succede in un laboratorio igrotermico?

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    11 luglio 2018

    Il 28 e 29 giugno ha avuto luogo la terza edizione della visita ANIT ai laboratori igrotermici di Eurac Research a Bolzano e del Fraunhofer IBP a Holzkirchen (in Baviera). La visita di quest’anno ha visto la partecipazione di 15 professionisti da tutta Italia ed è stata una preziosa occasione per capire come si studiano i  materiali e i sistemi rispetto ai fenomeni igroscopici (molto più complessi dei fenomeni termici).
    Di seguito alcune immagini delle due giornate. Presso i laboratori Eurac: la camera climatica e alcuni strumenti di misurazione del laboratorio, il confronto sulle modalità di misura, il polo tecnologico Noi Park di Bolzano; presso il Fraunhofer IBP: provini per la misura della resistenza al vapore, alghe e funghi studiati nel laboratorio di biologia, modelli di prova esterni per lo studio della durabilità dei materiali. Per segnalare il proprio interesse alla visita che si terrà nel 2019 (i posti sono limitati), si prega di contattare la segreteria Corsi ANIT a partire da gennaio 2019.

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