Articolo tecnico
Efficientamento energetico dall’interno: un caso reale di involucro nZEB senza cappotto esterno
Sintesi
Una quota rilevante del patrimonio edilizio residenziale italiano è concentrata nelle grandi città, spesso in edifici costruiti tra gli anni Venti e i Settanta del Novecento: murature massive, superfici disperdenti non isolate, consumo energetico che nelle condizioni originarie colloca questi immobili sistematicamente nelle classi F e G. La ristrutturazione energetica di questo stock rappresenta uno degli obiettivi centrali della Direttiva Europea EPBD IV, che definisce il percorso verso edifici ad altissima prestazione energetica e impone scadenze sempre più ravvicinate per le ristrutturazioni profonde di primo livello.
Il problema operativo, tuttavia, è noto a chiunque operi su questi immobili: l’applicazione del cappotto esterno — soluzione più diffusa e spesso economicamente vantaggiosa — è in alcuni casi frequentemente impraticabile. Vincoli architettonici imposti dalle soprintendenze, facciate storiche tutelate, condomini con impossibilità di delibera unanime, spazi condominiali insufficienti: questi ostacoli impediscono l’accesso alla soluzione più comune a una quota significativa degli edifici che ne avrebbero più bisogno.
Il presente articolo analizza un caso reale di efficientamento energetico integrale eseguito esclusivamente dall’interno, su un appartamento milanese del 1930 con murature in pietra da 60 cm, documentando le scelte progettuali, i valori di trasmittanza raggiunti, il miglioramento di classe energetica e le implicazioni per la futura transizione elettrica dell’impianto termico. L’obiettivo è dimostrare, attraverso dati di calcolo verificati, che con le tecnologie isolanti oggi disponibili è possibile raggiungere livelli di prestazione nZEB anche operando esclusivamente sull’involucro interno, a condizione di selezionare materiali ad altissima efficienza termica e di adottare un approccio progettuale rigoroso nella continuità dell’involucro.