Tempo di riverberazione

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Tempo di riverberazione

Il tempo di riverberazione (T) di una stanza, in termini approssimati, è il tempo necessario affinché un impulso sonoro generato nell’ambiente divenga impercettibile.

Dipende dalla dimensione del locale e dalla capacità delle superfici e degli elementi al suo interno (pareti, soffitto, tende, arredi, ecc.), di riflettere o assorbire le onde sonore.

Una stanza che “rimbomba molto”, e che non consente una adeguata comprensione del parlato, è quindi caratterizzata da tempi di riverberazione elevati.


In pratica T è il tempo necessario affinché il livello di pressione sonora (Lp) generato da una sorgente all’interno del locale diminuisca di 60 dB, dopo che la sorgente è stata spenta.

Indicativamente: un ambiente residenziale normalmente arredato è caratterizzato da un tempo di riverberazione medio pari a circa 0,5 secondi. Lo stesso ambiente, completamente vuoto, può avere valori di T superiori a 1,5 secondi.

Il valore di T cambia con la banda di frequenza considerata. Una stanza quindi è caratterizzata da differenti tempi di riverberazione alle varie frequenze.


Nota: Il tempo di riverberazione è uno dei parametri maggiormente utilizzati per caratterizzare la “qualità acustica interna” di un ambiente, ma non è l’unico. Esistono molti altri descrittori come ad esempio la “chiarezza” (C) e lo “speech transmission index” (STI), citati nel decreto CAM (Criteri ambientali minimi) e nelle norme tecniche UNI 11367, UNI 11532 e UNI EN ISO 3382.


Esistono dei limiti da rispettare?

In Italia i limiti di legge sono indicati dal DPCM 5-12-1997. In particolare il decreto prescrive valori limite per aule scolastiche (T ­≤ 1,2 s) e palestre delle scuole (T ­≤ 2,2 s), richiamando una circolare ministeriale del 1967.

Al decreto si possono affiancare ulteriori prescrizioni definite nelle legislazione locale (ad es. regolamenti edilizi e Leggi Regionali), o eventuali richieste dei committenti nei capitolati.

Per gli appalti pubblici occorre considerare anche le indicazioni del Decreto CAM (Criteri Ambientali Minimi).

NB: A prescindere dai limiti di legge “obbligatori”, in molti ambienti è più che opportuno corregge l’acustica interna per consentire una adeguata comprensione del parlato. Si pensi ad esempio a locali aperti al pubblico quali uffici, bar, ristoranti, mense, ecc.

I SOCI ANIT possono approfondire questo tema con la Guida Acustica edilizia


Quali sono i “valori ottimali” di T che è opportuno raggiungere?

Il “valore ottimale” di tempo di riverberazione dipende dalla destinazione d’uso dell’ambiente e dalla  sua dimensione. Ad esempio: una sala dedicata all’ascolto di musica sinfonica è opportuno che sia caratterizzata da un tempo di riverberazione più elevato rispetto a una sala conferenze dotata di impianto di amplificazione.

Esistono svariate pubblicazioni scientifiche che propongono relazioni matematiche per valutare questo parametro. A livello normativo in Italia alcune indicazioni sono proposte nelle norme UNI 11367 “Classificazione acustica delle unità immobiliari” UNI 11532 “Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinanti”.


Come si misura il tempo di riverberazione?

Le norme tecniche più recenti che spiegano come misurare in opera il tempo di riverberazione sono le UNI EN ISO 3382 (Parte 1: Sale da spettacolo, Parte 2: Ambienti ordinari, Parte 3: Open space)

I documenti descrivono le caratteristiche delle sorgenti e della catena di misura, le procedure da seguire per la rilevazione e le tecniche di analisi dei dati.

In estrema sintesi la procedura consiste nel generare un evento sonoro nella stanza e nel misurare il suo decadimento. Le rilevazioni vanno eseguite in più punti e poi mediate tra loro, seguendo le indicazioni normative.


T60, T30 o T20?

Se il tempo di riverberazione (T) viene ricavato da un effettivo decadimento di 60 dB il descrittore viene definito dalla sigla T60. A volte però accade che un eccessivo rumore di fondo, o l’utilizzo di una sorgente sonora non troppo “rumorosa”, non permettono di realizzare concretamente tale decadimento. In questi casi è possibile ricavare il tempo di riverberazione utilizzando un “decadimento ridotto”, ed estendendolo fino a 60 dB. Se si utilizza un decadimento di 30 dB, e si moltiplica il risultato per 2, il tempo di riverberazione verrà indicato con la sigla T30. Se si utilizza un decadimento di 20 dB, e si moltiplica il risultato per 3, il tempo di riverberazione verrà indicato con la sigla T20.

Attenzione! I valori di T20 o T30 già rappresentano il risultato esteso al decadimento di 60 dB. Non devono essere moltiplicati per 3 o per 2.


Come si calcola T?

I modelli matematici per i calcoli previsionali sono riportati nella norma tecnica UNI EN 12354-6

La norma indica come determinare il tempo di riverberazione di una stanza sulla base delle sue dimensioni geometriche e delle prestazioni fonoassorbenti degli elementi presenti al suo interno.

Riporta anche nelle Appendici i coefficienti di assorbimento acustico di elementi tipo (sedie, individui, rivestimenti, ecc.)

I SOCI ANIT possono eseguire i calcoli previsionali con il software ECHO


Quali soluzioni utilizzare per correggere il tempo di riverberazione?

La correzione acustica di un ambiente può essere eseguita posizionando al suo interno materiali o elementi fonoassorbenti, in grado di ridurre le riflessioni delle onde sonore. Di seguito tre possibili soluzioni:

fonoassorbimento 1
Posa di pannelli fonoassorbenti
fonoassorbimento 2
Realizzazione di controsoffitti o contropareti fonoassorbenti
Applicazione intonaci fonoassorbenti

Ogni soluzione è caratterizzata da specifiche prestazioni che variano in base alla tipologia di materiale utilizzato ed al posizionamento nell’ambiente.

La scelta di una soluzione deve essere valutata dal professionista che segue l’intervento e dipende dalle richieste del committente e dall’obiettivo che si deve raggiungere. Nei casi di correzione acustica di ambienti esistenti, può risultare molto utile eseguire una misurazione fonometrica prima dell’inizio dei lavori, per valutare l’effettiva prestazione pre-opera.


Per approfondire


ANIT RISPONDE è una sezione del sito ANIT dedicata a sintesi e chiarimenti sui temi dell’efficienza energetica e del comfort acustico. I contenuti delle pagine possono subire variazioni a seguito di modifiche nella normativa di riferimento o di segnalazioni dei soci ANIT. Le informazioni sono da ritenersi comunque indicative e, in particolare per gli aspetti legislativi, è sempre necessario riferirsi anche ai documenti ufficiali.